Recanati
Guida turistica Recanati (Macerata)
Prov. MC (22 km); ab. 19500, alt. 293 m, CAP 62019, pref. tel. 071.
È situata su una collina tra le valli del Musone e del Potenza.
L'antico insediamento del VI secolo a.C. divenne fortificazione nel tardo impero, fu poi dominio del Longobardi e passò alla Chiesa. Divenne comune nel XII secolo e fu residenza di Gregorio XII durante lo scisma d'Occidente (1415). Fu patria del poeta Giacomo Leopardi e del tenore Beniamino Gigli.
L'ottocentesco palazzo comunale ospita, al secondo piano, la pinacoteca civica e il museo Beniamino Gigli. Nella pinacoteca, tra i vari dipinti, un polittico di Lorenzo Lotto. Una sala dedicata a Giacomo Leopardi conserva cimeli del poeta. Nel museo sono custoditi costumi, fotografie e diplomi del grande tenore.
Sulla piazza, risistemata nell'Ottocento e dominata dalla torre del Borgo (XII secolo), sorge il monumento a Giacomo Leopardi.
La chiesa di S. Domenico, di origine romanica, fu rifatta nel Quattrocento. Il portale in marmo è datato 1481. Nell'interno settecentesco è un affresco staccato di Lorenzo Lotto.
La chiesa di S. Anna, che risale al XV secolo, fu rifatta nel Settecento: all'interno conserva una
riproduzione in dimensioni ridotte della Casa di Loreto.
La chiesa di S. Filippo ha la facciata del XVIII secolo e interno barocco.
Le mura, munite di due torrioni da difesa, furono costruite all'inzio del Quattrocento dagli Sforza.
La chiesa di S. Francesco, che risale al XIII secolo, fu rimaneggiata nei secoli seguenti. Nell'interno sono custodite due opere di Palma il Giovane, la Resurrezione e l'Immacolata.
La cattedrale, eretta verso la fine del Trecento su una chiesa più antica, è stata successivamente ristrutturata. L'interno presenta la pianta basilicale a tre navate.
Il museo diocesano ha sede nell'Episcopio, del XIV secolo, adiacente alla cattedrale. Vi sono custoditi dipinti del XV, XVI e XVII secolo, fra cui una Sacra Famiglia, attribuita al Mantegna, una S. Lucia del Guercino e un polittico di Ludovico Urbani del 1476.
La villa Colloredo, del XII secolo, ha un vasto parco con un acquario, uno zoo e un museo di storia naturale.
Il palazzo degli Studi, costruito nel Quattrocento su progetto di Giuliano da Maiano, fu rimaneggiato nel corso del XVIII secolo.
Palazzo Roberti ha facciata e scalone barocchi. La chiesa di S. Agostino, della fine del XIII secolo, è aperta da un portale del XV secolo dì Giuliano da Maiano. Accanto alla chiesa è l'ex convento e il chiostro da cui è visibile il campanile detto la torre del Passero Solitario, dalla poesia leopardiana.
La chiesa di S. Vito, costruita nell'XI secolo, fu ampliata in seguito; la facciata, in mattoni, fu disegnata dal Vanvitelli. Nell'interno sono custodite tele di pregio.
Nel settecentesco palazzo Leopardi è consentita la visita alla biblioteca, nella quale sono raccolti le opere di Leopardi, alcuni originali di poesie e l'unico ritratto esistente del poeta. Accanto al palazzo, nella suggestiva e silenziosa piazza, è anche la casa di Silvia.
Il colle dell'Infinito era una delle passeggiate preferite dal Leopardi, eternato nei magnifici versi; è sovrastato dall'edificio quattrocentesco del monastero di S. Stefano.
